L’evoluzione delle normative europee di sostenibilità nel 2026

L’evoluzione delle normative europee di sostenibilità nel 2026

Normative UE chiave nel 2026 per la sostenibilità del printing

Nel 2026 l’Unione Europea sta consolidando un quadro normativo sempre più rigoroso sulla sostenibilità dei prodotti e delle attività produttive, incluse quelle connesse alla stampa digitale e serigrafica. La transizione verso un’economia circolare e a basse emissioni è guidata da regolamenti che riguardano ecodesign dei prodotti, sostenibilità degli imballaggi, trasparenza lungo la supply chain e requisiti ambientali per materiali e processi.

1. Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR): il pilastro della sostenibilità prodotti
Il Regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) è entrato in vigore nel 2024, ma è nel 2026 che vedono concretamente l’avvio di molte delle sue applicazioni pratiche. L’obiettivo è far diventare la sostenibilità un requisito di base per tutti i prodotti immessi sul mercato UE, andando oltre l’energia e includendo aspetti come durabilità, riparabilità, riciclabilità e contenuto riciclato dei materiali

2. Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR): regole più stringenti per imballaggi ed etichette.
Le principali novità riguardano i requisiti di design sostenibile per packaging ed etichette, con limiti di sostanze pericolose e criteri di riciclabilità obbligatoria, riduzione dei rifiuti e responsabilità estesa del produttore.
Nel caso di stampa e serigrafia, questo impatta fortemente etichette, packaging stampati, supporti di imballaggio e materiali grafici: devono essere progettati per minimizzare l’impatto ambientale e facilitare il riciclo.

3. Semplificazione normativa e nuove soglie di compliance
Nel 2025 sono state approvate modifiche che semplificano alcuni aspetti della rendicontazione di sostenibilità per le imprese (ad es. escludendo obblighi per imprese più piccole sotto certe soglie di ricavi/dipendenti).

Questo significa che nel 2026 molte PMI del settore stampa digitale e serigrafica potrebbero essere esentate da oneri amministrativi troppo gravosi, pur rimanendo soggette agli standard di sostenibilità del prodotto e dell’imballaggio.

Cosa cambia nel 2026 rispetto al 2025?
Nel 2025 si è definita la struttura e il piano strategico di ESPR, ma nel 2026 scatta l’adozione di atti delegati e criteri più specifici, che iniziano a tradurre il quadro generale in regole applicabili a prodotti concreti.
Una delle novità più rilevanti è l’avvio della Digital Product Passport (DPP), ovvero il passaporto digitale dei prodotti, il quale conterrà informazioni chiave su materiali, cicli di vita, impatto ambientale e conformità alle normative.

 

Requisiti ESC
Per quanto riguarda l’ESC (Environmental and Social Compliance), l’Unione Europea richiede alle imprese un impegno concreto e strutturato sul piano ambientale e sociale, che coinvolge non solo l’azienda stessa ma l’intera filiera produttiva.
Questo significa che le aziende devono verificare e monitorare l’impatto delle proprie attività e di quelle dei fornitori in termini di emissioni di CO₂, consumo di energia e risorse naturali, utilizzo di sostanze chimiche e gestione dei rifiuti. Non è più sufficiente controllare solo il prodotto finale:
occorre valutare anche le materie prime, i processi produttivi, la logistica e le condizioni operative dei partner coinvolti.
Un altro aspetto fondamentale riguarda la trasparenza nella rendicontazione, in particolare per le grandi imprese. Le aziende devono comunicare in modo chiaro e documentato le proprie performance ambientali e sociali, dimostrando la conformità ai regolamenti europei sulla sostenibilità dei prodotti e degli imballaggi. Questo comporta la raccolta sistematica di dati, la definizione di obiettivi misurabili e la pubblicazione di informazioni affidabili e verificabili.
Nel complesso, i requisiti ESC spingono le imprese verso una gestione più responsabile, tracciabile e orientata al miglioramento continuo delle proprie performance ambientali e sociali.